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EDITORIALE

Come cani sul fronte di guerra

Scuoto la testa leggendo su «Le Monde» la lettera del corrispondente da Kiev che riferisce di uno studio pubblicato alla fine dell’anno scorso sulla rivista scientifica «Evolutionary Applications», Dogs of War: The Effect of War Inflicted Environmental Damage on Free-Ranging Domestic Dogs, firmato dalla zoologa ucraina Mariia Martsiv. Possibile, mi chiedo, che mentre piove fuoco sul suo Paese, una ricercatrice non trovi niente di meglio che monitorare la situazione dei cani randagi al fronte? Possibile, poi, che l’Occidente – distratto…


/ Carlo Silini

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